Abitanti dell’appennino – il lupo e il falco pellegrino

Il lupo appenninico

Tra gli animali selvatici che popolano il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è anche il famigerato lupo, animale da sempre accompagnato da una fama di terrificante predatore che, sin dai tempi più remoti, ha spaventato generazioni di abitanti della montagna. A causa di questa sua cattiva fama, tramandata da credenze popolari e superstizioni, il lupo ha rischiato l’estinzione tra le montagne del nostro Appennino.

le-due-querce-lupo-appenninicoDa alcuni anni, per fortuna, le cose sono cambiate e questo meraviglioso predatore è tornato a ripopolare spontaneamente le aree del Parco. Avvistarlo, tuttavia, è sempre molto difficile, per via della sua natura schiva e diffidente e per le sue abitudini di cacciatore che preferisce muoversi col favore delle tenebre. Durante una bella passeggiata lungo uno dei sentieri del Parco, si possono avvistare le sue orme e gli escrementi che lascia sul terreno per delimitare il suo territorio.

Nelle zone più impervie, tra i grandi boschi silenziosi, può capitare di sentire il suo ululato e, se si è fortunati, di riuscire a scorgerlo mentre si muove guardingo tra gli alberi o in qualche radura scoperta. Accompagnati dalle guide del Parco, si possono compiere suggestive escursioni in montagna e, con la tecnica del Wolfowling, richiamare il lupo riproducendone l’ululato e restare in attesa della sua risposta.

Il falco pellegrino

Un altro abitante del Parco è il falco pellegrino, splendido rapace notturno appartenente alla specie dei Falconidi. Il nome deriva dalle piume di colorazione scura che si trovano sul capo, che lo fanno assomigliare al cappuccio indossato dai pellegrini del passato che frequentavano queste zone. Il piumaggio appare più scuro nella parte superiore del corpo, mentre nella parte inferiore la colorazione più chiara varia dai toni del nero a quelli del marrone.

Le sue dimensioni sono medie, l’esemplare adulto può raggiungere una lunghezza di 40-60 cm. le-due-querce-falco-pellegrinoL’apertura alare corrisponde a un metro circa. Le ali hanno una forma appuntita e la coda è nera con strisce bianche sui lati. Il becco e le zampe sono gialle. Il maschio e la femmina sono piuttosto simili, la femmina è leggermente più grande.

Il falco pellegrino si adatta a diversi ambienti ed è un uccello stazionario, predilige luoghi selvaggi e aperti, con poca vegetazione circostante, dove trova le condizioni migliori sia per nidificare che per cacciare. Si nutre principalmente di pernici, anatre, cornacchie, ma integra la sua dieta anche con topi, tassi e scoiattoli. Di carattere solitario, durante il giorno riposa tra i rami, mentre al tramonto inizia la caccia.

Lungo i sentieri del Parco, al calar del sole e, con un pò di fortuna, si può osservare questo magnifico rapace mentre volteggia nel cielo e si lancia in picchiata, a quasi 300 km/h, per ghermire la sua preda.