Dove raccogliere castagne e farina di castagne: tradizione e ricette

Un bellissimo e gustoso frutto dei boschi dell’appennino emiliano: la castagna, da secoli parte della tradizione culinaria di queste zone e obiettivo ultimo di gite, scampagnate e passeggiate negli splendidi boschi che circondano la nostra Locanda. Le varietà più diffuse nella nostra zona sono la Biancherina, la Carrarese, la Ceppa, la Loiola, la Mascherina, la Molana, la Pastinese, la Pistolese, la Rossola e la castagna Salvano, che fanno parte delle risorse genetiche agrarie del nostro territorio.

La raccolta della castagna inizia con i primi giorni del mese di ottobre e prosegue fino alla metà di novembre. Si tratta di un’attività piacevole e divertente, che consente di trascorrere una giornata immersi nella natura e di apprezzare gli splendidi colori dell’autunno coinvolgendo bimbi e amici a quattro zampe in un’attività perfetta per le famiglie! Una volta raccolta, la castagna ha molti e svariati usi in ambito culinario, che ci consentono di apprezzarla e proporla in diversi piatti e ricette.

Le-due-querce-metatoTipica delle nostre zona è la farina di castagne, tradizionalmente ricavata tramite un particolare essiccatoio per castagne chiamato “metato” o “m’tot” in dialetto. Il metato è una sorta di casetta in pietra o mattoni di circa 10-20 metri quadri costituita da due piani, separati da un graticcio di asticelle in legno. Nel piano inferiore del metato viene acceso un debole fuoco che brucia per 30/45 giorni e che consente l’essiccazione delle castagne. I frutti vengono posti al piano superiore sul graticcio fino a creare uno strato di 40-80 centimetri e vengono rigirate un paio di volte nel corso dell’essiccazione.

Le castagne essiccate vengono poi separate dalla buccia e pressate per ottenere la tipica farina di castagne: ottima e perfetta per molte ricette. In particolare, nella nostra Locanda Le Due Querce offriamo agli ospiti diversi piatti stagionali, realizzati a regola d’arte con castagne e farina di castagne locali, che sapranno stuzzicare i vostri palati e ispirare lo chef che c’è in voi!

Ecco alcune ricette alle castagne che potete assaggiare nel nostro ristorante e che potete provare a casa:

Il castagnaccio
Amata dai locali e dai visitatori, il castagnaccio è una ricetta regionale che riesce ad esaltare al massimo il gusto delle castagna. Inoltre, si tratta di una ricetta piuttosto semplice, con un numero ridotto di ingredienti e pochissimi grassi, davvero adatta a tutti!

Cosa comprare:Le-due-querce-castagne

  • 500 gr di farina di castagne
  • 250 ml di latte
  • 300 ml di acqua
  • 100 gr di pinoli
  • 70 gr di uvetta sultanina
  • Un rametto di rosmarino
  • Olio di oliva e sale

Preparazione:
Versate la farina di castagna e, aiutandovi con una frusta per evitare i grumi, mescolatela con l’acqua e il latte. Aggiungete quindi un pizzico di sale, i pinoli e l’uvetta. Versate l’impasto una tortiera ampia unta con dell’olio e decorate la superficie con alcuni pinoli, dell’uvetta e gli aghi del rosmarino.
Prima di infornare versate a filo un paio di cucchiai di olio: mettete quindi il castagnaccio in forno a 200 gradi per circa 30 minuti… Non vi resta che servire e gustare!

 

Se invece vi sentite più creativi potete optare per la Faraona alle castagne, un piatto erroneamente associato al Natale, che risulta però ottimo e perfetto per qualsiasi grande occasione o per pranzi e cene in famiglia. Rispetto alla tradizionale ricetta della faraona, il ripieno di castagne si ottiene schiacciando le castagne cotte e pulite con una salsiccia, sale e pepe. Una volta farcita la faraona è sufficiente ricoprirla con gustose fettine di pancetta e infornare: un successo garantito!

 

Volete proporre le castagne raccolte nei nostri boschi in un antipasto sfizioso? Provate le Tartine speck e castagne! Tritate finemente le castagne bollite e pulite: stendete un filo di formaggio spalmabile sulle tartine, adagiate su ciascuna tartina un ciuffo di speck e poi al centro un cucchiaino di castagne. Decorate con un ciuffetto di timo e voilà, l’antipasto è servito!

[Fonti: Parks.it, Ambiente.Regione.Emilia-romagna.it, Wikipedia.org]