Estate nel Parco dell’Appennino: fauna e flora

A pochi chilometri dalla Locanda Le Due Querce, sorge una meravigliosa area protetta che abbraccia parte dell’appennino tosco emiliano, un luogo incantato nel quale organizzare escursioni e percorrere sentieri e mulattiere in una natura di infinita bellezza.

Il fascino del parco è originato dall’ampio ventaglio di colori che abbracciano, con le loro inconfondibili peculiarità, tutte le stagioni dell’anno. Ma è durante l’estate che le foreste mostrano all’avventore le loro tonalità più sgargianti e la loro strepitosa forza vegetativa. Ai campi di grano e alle balle di fieno sistemate con il consueto ordine, si alternano boschi lussureggianti, sentieri di montagna, torrenti e laghi, una flora ed una fauna varie ed abbondanti.

le-due-querce-primula-appenninicaFra le piante più comuni figurano specie arboree endemiche, ma anche tipiche di altri luoghi, quali quelle comuni dell’areale artico alpino, piuttosto che glaciale e mediterraneo, a seconda delle quote alle quali crescono. La primula appenninica è uno dei fiori endemici di questa porzione di appennino, così come lo sono anche le Giunchiglie di Logarghena, comuni soprattutto nei prati oltre i 1000 metri che si aprono tra le alture del Monte Braiola e del Monte Marinella.

Sui crinali montuosi che confinano con la Garfagnana, si sviluppa il grande bosco di abeti bianchi dell’Abetina Reale, attraversato da numerosi sentieri per il trekking e tracciati per lo sci nordico. Una delle curiosità maggiori del Parco è rappresentata dalla presenza di alcune specie “relitte”, ovvero di alcune piante ed alcuni fiori sorti durante l’ultima glaciazione e sopravvissuti agli avvenuti cambiamenti climatici.

 

Sul versante nord delle vette appenniniche, lì dove la neve resta intatta fino al mese di luglio, è possibile imbattersi nella canapicchia glaciale, piuttosto che nel salice erbaceo, nella margherita alpina, nella silene di Svezia. Il fitto le-due-querce-aquila-realesottobosco è l’habitat preferito dei deliziosi frutti di bosco ed in particolare del mirtillo nero emiliano, che cresce sul limitare delle mulattiere e dei sentieri di montagna. Di colore nero bluastro e dal sapore estremamente gradevole, viene raccolto a mano con l’impiego del cosiddetto “rastrello” e poi impiegato per la preparazione di deliziosi dolci e confetture.

La fauna del Parco è ricca almeno quanto lo è la flora e presenta una varietà di specie superiore alla maggior parte degli ambienti con caratteristiche simili. Il lupo è presente in tutta l’area in maniera stabile e radicata, sebbene il carattere schivo dell’animale ne faccia una specie molto difficile da osservare. Più facili da individuare sono l’aquila reale, che è solita volteggiare sulle cime rocciose più elevate, il maestoso cervo europeo, il capriolo, il falco pellegrino e, negli ambienti lacustri, il tritone alpestre.