Geologia e fossili nella Pietra di Bismantova

La Pietra di Bismantova è una montagna appartenente all’Appennino Reggiano, che supera di poco i 1.000 metri di altitudine. Essa è sicuramente una formazione geologica davvero singolare nel suo essere, che non può non essere ammirata ed osservata con cura. La Pietra di Bismantova ha infatti una storia geologica precisa, che la contraddistingue e la differenzia dalle altre montagne.

Nella sua formazione ritroviamo tipi di rocce di natura molto diversa tra loro, come calcareniti, arenarie, argille e marne, che formano lo scheletro geologico della Pietra, donando ad essa un aspetto preciso. La sagoma della Pietra, che si staglia isolata e distante dagli altri monti degli Appennini, è vistosamente squadrata e le pareti, rocciose e scoscese, raggiungono tutte un’altezza considerevole. Le calcareniti formano la mole della conformazione e poggiano su marne e argille. I suoi versanti hanno solo una leggera inclinazione e su di essi si possono notare i segni delle frane. La montagna fa parte del territorio del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

locanda-le-due-querce-Pietra_di_bismantova_pareteProseguendo a ridosso delle pareti della Pietra si possono notare particolari punti in cui è visibile il passaggio dalle marne selciose alle calcareniti. Tali differenze tra i diversi tipi di pietre sono visibili anche per via del cambiamento di colore e tonalità tra un tipo di roccia e un altro. Le marne, ad esempio, sono di un colore che vira dal beige al grigio e hanno una tonalità chiara. Al loro interno si possono trovare antichi resti di ceneri di vulcani. Sulla Pietra si possono osservare anche dei particolari affioramenti, tipici di questa conformazione così singolare, quasi unica nel suo genere, rappresentativi di un gruppo di rocce chiamato ad oggi Gruppo di Bismantova.

Un dettaglio molto interessante, da non trascurare, è la presenza di tracce fossili in questi luoghi. Questa scoperta ha reso ancora più preziosa ed interessante l’essenza stessa della Pietra. Ritroviamo ad esempio Scolicia, una traccia fossile che sta ad indicare la presenza di uno scavo creato in tempi remoti dei ricci di mare, creature ad oggi ricordate per la loro forma spinosa.

Inoltre, analizzando la roccia con avanzate tecniche e osservandola con l’ausilio di strumenti di ricerca quale il microscopio, si è scoperto che piccole parti di essa sono costituite da frammenti di gusci di organismi come gli Echinodermi e i Briozoi. I Briozoi, poco conosciuti, sono delle specie che vivono in colonie e che per certi aspetti ricordano i coralli. Anche se può sembrare strano e singolare non mancano i denti di squalo. Ma perché solo i denti di questi predatori del mare? Perché sono la parte più resistente degli squali e quindi possono sopravvivere allo scorrere del tempo. Anche i gigli di mare, dotati di uno scheletro calcareo, hanno lasciato al loro traccia in questi luoghi.