I colori dell’appennino

L’arrivo della primavera nel magnifico scenario del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è un autentico trionfo di colori e di nuovi profumi. In questo periodo dell’anno, quando la natura si risveglia dai rigori dell’inverno e nell’aria si sentono gli aromi della bella stagione, passeggiare lungo uno dei tanti sentieri del Parco è un’esperienza rilassante e fortemente rigenerante.

le-due-querce-colori-primavera-1All’inizio di marzo, quando le temperature iniziano a salire e il freddo si fa sempre meno intenso, anche alle quote più alte, il primo fiore a sbocciare è il candido e delicato bucaneve che, come dice anche il nome, riesce a “bucare” l’ultima neve, creando nei boschi del Parco meravigliosi tappeti fioriti profumati di miele.

Con lo scioglimento della neve, i prati si fanno sempre più verdi e si colorano di margherite, primule, viole e, più intensamente con l’avanzare della primavera, si susseguono le fioriture più colorate e spettacolari, come quelle dei ranuncoli gialli, dei crochi violetti e dei più rari crochi bianchi. Non tutti lo sanno ma, tra le cento specie di orchidee che vivono in Italia, almeno una cinquantina di queste sbocciano anche nell’area del Parco, tra boschi di castagni e di querce.

Anche gli alberi, che si rivestono di nuove foglie e di fiori dai colori più festosi, annunciano l’arrivo della primavera. Il primo è il mandorlo, con i suoi inconfondibili fiori rosa chiaro. Seguono quindi ciliegi, susini, meli e peri che si possono ammirare durante le escursioni nelle valli e lungo i pendii. La fioritura degli alberi è piuttosto breve e non dura che qualche giorno, tuttavia, la festa dei colori è assicurata dai petali che, dopo avere volteggiato nell’aria sospinti dalle brezze primaverili, si depositano a terra formando meravigliosi mosaici naturali dai colori tenui e dai profumi inebrianti.le-due-querce-colori-primavera-2

Nei boschi di faggio, a quote comprese tra 900 e 1000 metri, si può osservare lo sbocciare delle gemme di pioppi, ontani e salici che popolano le zone lungo fiumi e torrenti. Dove le pendenze si fanno meno accentuate e i boschi si diradano, s’incontrano verdi prati e silenziosi pascoli, dove le fioriture primaverili sono bellissime, con i loro sgargianti colori. Il sottobosco e i boschetti di latifoglie ospitano specie bulbose, come l’anemone.

Lungo i versanti rocciosi e assolati, non è difficile ammirare la fioritura di certe specie di piante grasse. Alle quote più elevate del Parco, dove si trovano grandi praterie e brughiere, la primavera arriva con la fioritura delle piante di mirtillo.La primavera nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano sarà un momento magico e indimenticabile, da vivere insieme alla persone care.