La fauna degli Appennini e la “Città del Tricolore”

L’Emilia Romagna è una terra ospitale: dall’enogastronomia agli eventi, c’è sempre un buon motivo per visitarla. La Locanda Le Due Querce è l’ideale punto di partenza per scoprire questa regione. L’albergo, immerso in un bosco di querce, pini e olmi, offre il massimo del relax e grazie alla sua posizione strategica, consente di visitare le numerose città d’interesse storico-culturale.

L’Esposizione Ornitologica internazionale “Città del Tricolore”

La fauna popola sempre più numerosa le colline e le montagne emiliane: cervi, caprioli, daini, cinghiali e volatili prosperano in queste zone. Un patrimonio da ammirare e salvaguardare. Dal 24 al 26 novembre, presso il Centro Esposizioni di Reggio Emilia, in Via Filangieri 15, si svolge la 78° edizione della Fiera di ornitologia e colombofilia. Un vero e proprio trionfo di colori e cinguettii.

Le-due-querce-volatili2017Saranno presenti quasi 130.000 volatili dalle specie locali a quelle più esotiche e rare, mentre 150 saranno gli stand dove acquistare mangimi e attrezzature o chiedere consigli ai veterinari. Un settore del mercato espositivo è dedicato alla mostra di pollame e colombi ornamentali. Tra uno stand e l’altro si potrà sostare nella piazza gastronomica dove sono in vendita i prodotti tipici locali.

La mostra apre il 24 novembre (ore 14,30-19) e prosegue il 25 (ore 8-19) e 26 novembre (ore 8-16). Il biglietto d’ingresso costa 10,00 euro, ridotto per i ragazzi al di sotto dei 15 anni e ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni.

 

Alla riscoperta della fauna degli Appennini

Chi ama le escursioni e stare a contatto con la natura potrà vivere un’esperienza emozionante passeggiando per i monti regionali. Si possono avvistare facilmente ungulati quali caprioli, daini e cinghiali, meno frequenti ma non impossibili gli incontri con lupi e cervi. Seppur in numero molto limitato, sull’Appennino reggiano, si trovano anche esemplari di mufloni, specie alloctona cioè di altri continenti. Le colline e i boschi emiliani non sono stati sempre così popolati. Fino al secondo dopoguerra il territorio era quasi disabitato, poi l’urbanizzazione ha favorito il processo di recupero della natura e il ritorno (in maniera spontanea e indotta) degli animali che, trovando un habitat selvatico, si sono riprodotti in quantità.

Fra le specie più ricercate ci sono i caprioli, distribuiti su tutto il tratto che va dal Piacentino al Riminese e i cervi divisi in tre macro comprensori a cavallo tra Emilia Romagna e Toscana. Degni di nota sono i cervi della Riserva Naturale Gran Bosco della Mesola. Sono l’unico nucleo autoctono d’Italia. Ma attenzione, siate cauti nell’avvicinarvi perché è una specie sensibile al disturbo. Spesso, escursionisti e raccoglitori di funghi interferiscono negativamente sui ritmi e sugli spostamenti dei cervi.