La riscoperta del tempo. Siti storici e archeologici in Emilia.

La particolare posizione geografica dell’Emilia Romagna, ponte e al contempo confine tra il Nord e il Centro-Sud dell’Italia, ha fatto sì che, nel corso dei secoli, questa regione abbia acquisito un ruolo di prim’ordine nelle vicende politico-sociali. Crocevia di popoli e culture diverse, crogiolo di genti di varie etnie, l’Emilia Romagna ha contribuito a rappresentare un continuum storico che le consente di fungere da voce narrante di quanto accaduto nel nostro Paese, dall’epoca pre-protostorica fino ai giorni nostri.

La ricchezza del patrimonio archeologico emiliano-romagnolo consente di ripercorrere i tempi dei villaggi delle Terramare, fino agli insediamenti villanoviani e poi etruschi, proseguendo con l’invasione dei Galli e l’espansione dei grandi Imperi, prima romanico e poi bizantino.

Le-Due-Querce-Terramare-ModenaGli albori della civiltà, in questi luoghi, sono testimoniati proprio dai resti dei citati Terramare, insediamenti urbani risalenti all’età del bronzo. I villaggi erano protetti da fortificazioni erette con terrapieni, palizzate di legno e un fossato che ne circondava il perimetro. Le abitazioni erano simili a palafitte, realizzate con terra e legno; man mano che si disfacevano, venivano riedificate sullo stesso sito, generando in tal modo un cumulo di detriti che, nel corso dei millenni, ha dato vita a vere e proprie collinette di terreno estremamente fertile, tanto che nell’800 venne usato come concime.

E’ proprio la particolarità di queste colline, usate poi come cave di fertilizzante, che dà il nome a tali insediamenti, denominati “terre mare”. Scomparse verso il 1200 a.C., le Terremare rivivono oggi grazie alla preziosa rete di siti storico-archeologici presenti in molte zone dell’Emilia Romagna, tra cui vi è il Parco Archeologico di Montale, situato nell’omonima località, presso Castelnuovo Rangone (Modena).

Il sito si espande per circa 23mila mq. e si sviluppa in un’area archeologica comprensiva di un museo all’aperto. La zona degli scavi è interamente coperta, quindi visitabile agevolmente. Le visite guidate ivi prenotabili consentono di apprendere al meglio la storia narrata da tali resti archeologici, che copre un arco temporale di quattro secoli.

Il museo all’aperto ospita una fedelissima ricostruzione a grandezza naturale di una porzione della Terramare di Montale, con tanto di fossato, fortificazioni difensive e due riproduzioni delle tipiche capanne che componevano il villaggio. Suppellettili e vasellami simili in tutto agli originali arredano l’interno delle costruzioni rurali, ove possono essere ammirate anche le armi e gli utensili usati al tempo da questa fiorente e produttiva civiltà. Inoltre, nel villaggio di Montale si può assistere a dimostrazioni esplicative delle tecniche artigianali del tempo, con un laboratorio interattivo per grandi e piccini.