Primavera nell’appennino: genzianelle e primule

Il panorama dell’Appennino muta con il cambiare delle stagioni, i colori si alternano e vestono i monti con il bianco della neve, poi con il verde dell’erba appena spuntata e successivamente si aggiungono pennellate di rosa e azzurro, i colori delle fioriture primaverili. Dall’inverno alla primavera, l’Appennino gradualmente lascia sciogliere la neve e fa fiorire giunchiglie, genzianelle, primule.

La primavera all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino offre così stupendi paesaggi naturali, in cui si osserva la neve sulle vette più alte dove convive ancora, in sorprendente contrasto, con le verdeggianti distese d’erba sulle valli.
Fare escursioni in questo periodo, tra i sentieri del parco, attività di trekking, percorsi in bicicletta o a cavallo, offre la possibilità di ammirare le fioriture più rare e più belle, come quelle delle primule e delle genzianelle. Si tratta di particolari specie protette diffuse nelle zone dal clima montano.

La primula appenninica

La primula appenninica è un grazioso fiorellino dai petali di un rosa vivace. Vive esclusivamente sui 1500 e i 2000 metri di altitudine. La pianta è alta solo pochi centimetri, dai 3 agli 8 cm, ed è perenne: si nasconde sotto la neve e fa capolino non appena questa si scioglie in primavera. Le verdi foglie coriacee ovali con bordo dentellato, si dispongono a formare una rosetta basale e sono lievemente ricoperti di peluria. La primula appenninica è una specie protetta, ne è vietata la raccolta. Essa è volgarmente conosciuta come “orecchia d’orso”.

La genzianellaLeduequerce-genzianella-FEB18

La genzianella è un’altra piccola pianta tipica delle zone più alte di montagna, cresce intorno alle altitudini di 2000 e 3000 metri. Si tratta di una pianta erbacea perenne, dallo stelo corto (tra i 5 e 20 cm.), appartenente alla famiglia delle Gentinaceae. Fiorisce tra maggio e luglio con dei caratteristici fiori a forma di calice dal colore blu con lievi sfumature verdi. Il colore così intenso è utile alla pianta per proteggersi dai raggi ultravioletti che sono molto forti nelle aree montuose. Alla base dei fiori, le foglie della genzianella formano una rosetta.

Questa specie è particolarmente nota, fin dall’antichità, per tante proprietà benefiche e curative. La genzianella, infatti, stimola la digestione, ha proprietà antipiretiche e antianemiche, poiché favorisce la produzione di globuli bianchi e quindi aumenta la difesa immunitaria. Inoltre ha proprietà carminative, vermifughe, coleretiche e antifermentative, poiché capace di uccidere i batteri intestinali. I principi attivi responsabili di questi benefici sono variamente presenti in fiori, foglie e radici, pertanto, la genzianella, coltivata per trarne queste sostanze, è interamente utilizzata. La pianta spontaneamente presente all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino è ovviamente una specie protetta e ne è vietata la raccolta.