Reggio Emilia tra territorio e natura: l’abetina reale e il lupo

Se siete amanti della natura e delle passeggiate tra i boschi, allora la Locanda Le Due Querce di Cerredolo sul Secchia, in provincia di Reggio Emilia, è il luogo che state cercando. Immersa nel verde, in un bosco rigoglioso, è il posto ideale dove potersi rilassare e riposare entrando in contatto e in armonia con la natura.

 

L’Abetina Reale

In particolare merita una visita la zona dell’Abetina Reale, un comprensorio situato sul escursioni, natura, trekking appenniniconfine tra la Toscana e l’Emilia Romagna che rientra nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Il bosco si estende sul versante est del Monte Cusna, la cima più alta dell’Appennino reggiano, per proseguire poi fino al alle cime che delimitano il confine con la Garfagnana.

La foresta dell’Abetina reale è una delle poche aree del Parco dove cresce l’abete bianco e rappresenta una vera e propria eccellenza dal punto di vista naturalistico, ambientale. Recentemente, grazie ad un importante finanziamento è stata sistemata e riequilibrata la vegetazione del bosco in modo da garantire uno sviluppo corretto della fauna selvatica e la conservazione della biodiversità presente.

La zona è caratterizzata dalla presenza di molti sentieri del CAI di diverse difficoltà: in questo modo anche i meno esperti hanno la possibilità di conoscere più da vicino tutta l’area. Dal Rifugio Segheria, che può ospitare fino ad un massimo di 40 persone, e dalla “Casa del Custode”, che mette a disposizione 25 posti letto, partono tantissime escursioni sia sul versante toscano sia su quello emiliano.

 

Il Lupo

Le foreste di questa zona del Parco Nazionale dell’Appennino sono oggi state in gran parte sistemate in modo che tutti gli elementi autoctoni possano continuare a sopravvivere, sia tra i vegetali che tra gli animali. In particolare facciamo riferimento al lupo. Il lupo fino a 100 anni fa era molto diffuso su tutto il territorio. In seguito, però, i tentativi di ridurre la sua presenza ne hanno messo in discussione addirittura la sua esistenza.

Negli anni Settanta su tutto l’Appennino si potevano contare soltanto un centinaio di diffusione lupo appenninolupi, distribuiti in maniera anche poco uniforme. Per questo motivo nel 1971 il lupo è stato dichiarato come animale non cacciabile. Una decisione presa per evitare la sua definitiva estinzione. Da allora il lupo ha cominciato a ripopolare progressivamente tutto il territorio andando ad occupare anche quelle aree dalle quali era assente da tempo.

Attualmente se ne contano circa 800-900 esemplari diffusi soprattutto sull’Appennino, anche se di recente aumentano le presenze anche sulle Alpi. Il Parco Nazionale dell’Appennino collabora con un progetto Life che ha come obiettivo la diffusione di una conoscenza corretta delle sue abitudini per migliorare e ridurre il rapporto di conflitto tra il lupo e gli altri animali della zona. La presenza del lupo nel Parco è ormai stabile da circa 20 anni e di recente è stata notata la sua riproduzione per tre diversi nuclei famigliari.